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Affitti in Polonia

Piotr Nowatkowski
Interprete e traduttore giurato della lingua italiana
T: +48 600 715 198
E: biuro@nowatkowski.pl

Mercato degli affitti in Polonia

Dopo anni quando l’affitto in Polonia è stato considerato un male inevitabile – se si voleva studiare, lavorare e vivere in una città, non di propria origine, bisognava preventivare l’affitto nel budget di spesa – il relativo mercato sta cambiando. Cambiamento causato sia dall’evoluzione sociale che quella economica. Ancora nel primo decennio del nuovo millennio il sogno di chi viveva in città era quello di una casa di proprietà, meglio che in un sobborgo che in centro città sempre più trafficato. Risultato: una sub-urbanizzazione disorganizzata e fuori controllo, non seguita da infrastrutture, e mutui a bizzeffe – pochi si potevano permettere di comprare la villetta dei sogni attingendo alle proprie risorse – spesso e volentieri accessi in valuta straniera con conseguenti difficoltà di non pochi mutuatari a ripagare il finanziamento. Da questa situazione residenti di grandi centri urbani hanno tratto le seguenti conclusioni: vivere nei sobborghi, contestualmente lavorando in città si traduce in ingenti spese di trasporto oltre che notevoli perdite di tempo, per di più: una casa di proprietà può rappresentare sì un vantaggio – dà stabilità finanziaria – che un limite – riduce possibilità di trasferimento in caso di offerte lavorative provenienti da altre città.

Caro affitto, quanto mi costi?

L’aggettivo usato nel sottotitolo non ha, ahimè per gli affittuari polacchi, senso solo metaforico. L’affitto in Polonia è veramente caro, specie se considerato in proporzione agli stipendi locali. È così per l’affitto di un appartamento di medie dimensioni (38-60 m2) a Varsavia bisogna sborsare 715 €; se ne pagano 480 € a Breslavia, Danzica e Cracovia, mentre a Poznan l’appartamento dello stesso metraggio si può affittare a 405 €. Valori che vanno confrontati con gli stipendi. Anche se il confronto con lo stipendio medio lordo di € 1150 ca. non è così tanto male, se prendiamo in considerazione il valore mediano (una metà ne guadagna di meno, l’altra di più), la situazione è tutt’altro che rosea. A Lodz, dove lo stipendio mediano lordo nel 2017 (secondo l’indagine nazionale sugli stipendi eseguita dallo studio Sedlak&Sedlak) era pari a € 1000 ca. (che al netto fanno € 715  ca.), occorreva, statisticamente, sborsare per l’affitto € 430, quindi oltre il 60 % dello stipendio netto. Peggio ancora se si affittava, sempre nel 2017, un appartamento a Danzica, dove a fronte di uno stipendio mediano, già in busta paga, di € 760 si è arrivati a sborsare per l’affitto 665, quindi addirittura l’87,5 dello stipendio!

Investire in una casa in affitto in Polonia

Nonostante il caro affitti, si costruiscono sempre più appartamenti destinati proprio a tale fine. Secondo le stime, nel 2017 anche 25mila case potrebbero essere state costruite con l’esclusivo obiettivo di essere di seguito date in affitto. Numero che corrisponde al 30% di tutte le case vendute l’anno scorso nei più grandi centri urbani. Come ammettono gli addetti ai lavori, sono stati proprio gli acquisti di seconda casa (da parte di privati) o case aggregate nel patrimonio aziendale (da parte di aziende) a trainare l’intero settore nel 2017, consentendo allo stesso di battere il record delle vendite per il quinto anno consecutivo.

Le ragioni del boom degli affitti sono due: la redditività pari al 5-6% annuo, con picchi anche del 7%, non poco se confrontato con i tassi d’interesse sui depositi bancari offerti dalle banche; e le previsioni che vedono i prezzi degli immobili in Polonia crescere per almeno i due prossimi anni. D’altro canto, la relativa domanda non accenna a diminuire, complice l’ottima situazione sul mercato del lavoro e la crescente mobilità dei dipendenti – specie quelli al di sotto dei trent’anni.

Rosee previsioni

Sono proprio rosee le previsioni per il mercato degli affitti in Polonia. Se consideriamo che le stime parlano del 5% circa delle case in affitto in tutte le risorse residenziali in Polonia, a fronte della media europea del 30-50%, il mercato è destinato a incrementare. A differenza però di altri paesi europei, le case in affitto in Polonia vengono comprate da privati anziché da società come ad esempio fondi di investimento. La certezza del posto di lavoro, accompagnata dagli stipendi in crescita, fa sì che sempre più polacchi e stranieri – l’acquisto di un appartamento in Polonia da parte di uno straniero non è vincolato a permessi o autorizzazioni – cerchino la propria fortuna nel mattone, ottenendo in cambio un investimento sicuro, con ottima redditività.

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Come farsi riconoscere un diploma italiano in Polonia?

Piotr Nowatkowski
Interprete e traduttore giurato della lingua italiana
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La Polonia negli ultimi anni è diventata un posto attraente non solo per l’impresa e i turisti italiani, ma anche per gli studenti del Belpaese che vogliono, nel più grande Paese dell’Est europeo, iniziare o continuare gli studi avviati in Italia. A tal punto, si pone però la domanda: come farsi riconoscere un titolo di studio italiano in Polonia, quali sono i tempi e i costi?

Istituto competente per il riconoscimento

La verifica sull’equipollenza del titolo di studio italiano spetta al Consiglio di Facoltà dell’università polacca abilitata a conferire il titolo di dottore di ricerca nella materia di riferimento, la quale tiene il corso di studio nel campo scientifico riconducibile allo stesso corso l’ultimazione del quale viene certificata nel diploma italiano.

Qualora il titolo di studio conseguito in Italia certifichi l’ultimazione del corso di studio che in Polonia viene organizzato da più di una Facoltà o come studi interdisciplinari, il riconoscimento del titolo di studio compete al Consiglio di Facoltà indicato dal rettore come prevalente. Detto Consiglio procede alla verifica del titolo di studio, di comune accordo con le altre Facoltà che tengono il corso di studio in questione.

Documentazione richiesta

Il richiedente il riconoscimento del titolo di studio italiano, per avviare la relativa procedura, deve presentare al Consiglio competente la domanda contenente:

  • nome, cognome e indirizzo di residenza del richiedente;
  • denominazione integrale della qualifica accademica o professionale;
  • data di rilascio del diploma;
  • nome dell’istituto che ha rilasciato il diploma;
  • nome dello Stato, nel quale sistema universitario opera l’istituto che ha rilasciato il diploma;
  • nome del certificato o diploma alla base dell’ammissione del richiedente al corso di studio al termine del quale è stato rilasciato il diploma; data di rilascio del certificato o diploma, nome dell’istituto che ha rilasciato il certificato o diploma, nome dello Stato, nel quale sistema universitario opera l’istituto che ha rilasciato il certificato o diploma.

Alla domanda occorre allegare:

  • diploma italiano in originale per presa visione dell’istituto;
  • documentazione in copia che consentirà una valutazione sull’andamento del corso di studio nonché sugli effetti della formazione e la durata del corso (supplemento al diploma, il piano di studi e la votazione conseguita, libretto o altro documento).

Il Consiglio che esegue la procedura di riconoscimento può in aggiunta chiedere una traduzione fatta da un interprete e traduttore giurato iscritto all’albo di interpreti e traduttori giurati tenuto dal ministero della Giustizia polacco ovvero fatta o autenticata dal console competente della Repubblica di Polonia.

  • Il Consiglio non può chiedere al richiedente di presentare altri documenti oltre a quelli elencati sopra.

Verifica dei requisiti

Se non siamo certi che il nostro titolo di studio sia riconoscibile, possiamo presentare la domanda per ottenere l’informazione sull’equipollenza dello stesso e la possibilità di continuare gli studi o avere un impiego in Polonia. La domanda va presentata, allegando il seguente set di documenti, al Centro Informazione sulla Mobilità e le Equipollenze Accademiche polacco.

Set di documenti da presentare per la verifica dei requisiti:

  • diploma (o un altro documento) oggetto della verifica in copia autentica;
  • in caso di diploma di laurea – il documento a conferma dell’andamento del percorso formativo in copia autentica, ad esempio: supplemento al diploma in copia autentica, una trascrizione, certificato di superamento degli esami, copia del piano di studi e della votazione conseguita oppure del libretto;
  • fotocopia  del diploma o di un altro documento (con allegato il suddetto supplemento o la trascrizione – se trattasi di studi universitari) alla base dell’ammissione al corso di studio terminato con diploma o con il conferimento di un titolo/ qualifica accademica oggetto della verifica;
  • fotocopia di una traduzione dei suddetti documenti in lingua polacca, se originariamente redatti in un’altra lingua di: inglese, tedesco, spagnolo, russo, ucraino;
  • fotocopia del documento di riconoscimento.

Per copia autentica si intende una copia autenticata da un notaio polacco ovvero da un console della Repubblica di Polonia presente nello Stato di rilascio del documento.

Le traduzioni dei documenti (se richieste) vanno fatte da un interprete e traduttore polacco iscritto all’albo di traduttori e interpreti giurati tenuto dal ministero della Giustizia polacco.

Tempi e costi

La procedura di riconoscimento, in caso di domanda completa dal punto di vista formale, termina con una delibera del Consiglio da prendere entro 90 giorni dalla presentazione della domanda stessa.

In caso di carenze alla domanda evidenziate a seguito di delibera del Consiglio, la procedura di riconoscimento terminerà entro 30 giorni dal completamento della domanda risultante carente.

Per quanto riguarda la verifica sull’equipollenza del titolo di studio, la relativa tempistica è pari a 30 giorni.

L’ammontare e il termine per il pagamento dell’imposta per la procedura di riconoscimento vengono stabiliti dal preside della Facoltà dell’università in questione, tenendo conto dei costi sostenuti con riferimento alla procedura. L’imposta però non può essere superiore al 50% dello stipendio di base di un professore ordinario, determinato nelle condizioni retributive per l’impiego alle università statali.

Fonti: https://nawa.gov.pl

Per sapere di più sul riconoscimento di un titolo di studio italiano in Polonia:

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Cresce il consumo del vino in Polonia

Innamorati del vino

Dopo i primi anni Novanta, quando a seguito della caduta del Muro strascichi del vecchio sistema hanno influenzato anche le scelte alimentari, i polacchi hanno scoperto il piacere del bere, ma non più i superalcolici come una volta, bensì il vino, prodotto di qualità nell’immaginario collettivo.  L’anno scorso infatti il mercato del vino in Polonia ha raggiunto la cifra di 595 milioni di euro. L’incremento connesso al cambio dello stile di vita dei polacchi, sempre più educati e consapevoli degli effetti benefici della bevanda sulla salute. La differenza rispetto agli anni precedenti sta nel fatto che l’incremento del settore non venga più guidato dai discount, rappresentati in Polonia dalle catene Biedronka o Lidl. – Si stima che il settore del vino nel 2017, rispetto al 2016, sia aumentato del 6%dice Robert Ogór, presidente dell’Ambra, la più grande azienda di produzione, importazione e distribuzione dei vini in Polonia. Secondo l’esperto il settore del vino è frazionato e la ragione dietro alla crescita del mercato non è da cercare negli investimenti sul prodotto fatti dalle multinazionali. – Il vino è il maggiore beneficiario del cambio dello stile di vita dei polacchi, i quali, volendo vivere più a lungo, scelgono il vino a scapito dei superalcolici.

Panorama del settore

Negli anni precedenti l’incremento del settore era alimentato dai discount, catene Biedronka e Lidl in testa, mentre oggi la loro quota di mercato nella categoria dei vini da tavola è pari al 40%, pressoché invariata da due anni. – I due grandi player hanno limitato investimenti sul prodotto rispetto a qualche anno fadice Wojciech Bońkowski, esperto del settore del sito Winicjatywa.pl. Sono finiti i tempi di grandi sconti, presentazioni in pompa magna e campagne pubblicitarie con tanto di testimonial di lusso, aggiunge l’esperto. Questo non vuol dire che i discount abbiano smesso di commercializzare bei vini – ma semplicemente la loro offerta si è impoverita e alcuni prodotti lanciati si sono rivelati un flop –  conclude Bońkowski.

Maggiori beneficiari

Anche se la maggiore beneficiaria del settore in espansione resta la grande distribuzione, il treno della crescita è stato agguantato anche da piccoli negozi specializzati. Questo grazie al quadro generale del mercato alimentare, che vede piccoli esercizi commerciali, specie se specializzati, riguadagnare quote di mercato, ancora qualche anno addietro di dominio assoluto della grande distribuzione. La classe media dei grandi centri urbani cerca non solo il prodotto di qualità, ma anche l’atmosfera e il consiglio, impossibili al supermercato. – L’abbiamo provato in prima persona, abbiamo la rete di distribuzione Centrum Wina, che l’anno scorso ha visto le vendite crescere del 12% – dice Ogór. – Lo stesso esperto sottolinea le potenzialità del mercato – Il consumo del vino in Polonia è destinato a crescere ulteriormente in quanto i polacchi diventano sempre più benestanti. Questo a fronte del consumo pro capite sotto i quattro litri, modesto se messo a confronto con quello di spagnoli (21,3 litri), tedeschi (24,8 litri) o italiani (33,3 litri) – conclude Ogór. Prospettive particolarmente interessanti per i fornitori italiani e spagnoli, che reduci della crisi sui rispettivi mercati domestici, hanno dovuto rendere la loro offerta ancora più competitiva puntando con decisione a mercati esteri.

Sorpasso

Nel 2017 il primo della classe, a sorpresa, è stato lo spumante, con l’incremento delle vendite di oltre il 10% e il conseguente sorpasso sul vino da tavola. Il protagonista assoluto di questo boom è stato invece il prosecco. Un risultato tanto più sorprendente che non poco fa gli spumanti in Polonia si vendevano solo a Capodanno. Nell’evoluzione delle abitudini alimentari, i polacchi hanno apprezzato il gusto delle bollicine consumate in primavera ed estate. Il valore del comparto nel 2017 ha superato 72 milioni di euro.

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Comprare un immobile in Polonia – un bene rifugio ad alto rendimento

Piotr Nowatkowski
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Mercato immobiliare in Polonia

Uno dei settori più in salute in Polonia è il mercato immobiliare. Non c’è da stupirsi che con il PIL a +5% nel terzo trimestre del 2017, la disoccupazione più bassa di sempre (al 6,5% nel novembre 2017), il mattone stia battendo ogni record. Sì, perché proprio di record si parla: l’incremento del 7% dei prezzi delle case di seconda mano nel 2017 rispetto al 2016, addirittura dell’88%  per il numero delle case nuove vendute nel 2017 rispetto ai numeri pre-crisi immobiliare del 2008, quando la bolla del mercato immobiliare polacco scoppiò.

Dove comprare?

Ovviamente i prezzi non stanno incrementando in modo uniforme. L’incremento più rilevante si registra nelle grandi città, metropoli come Varsavia, Breslavia, Poznan, Lodz, Gdynia, Danzica e Cracovia, con picchi rispettivamente del 13,6% e del 10,9% nelle ultime due. Il fatto è dovuto al grande flusso migratorio interno che le metropoli polacche hanno assorbito negli ultimi anni, anche a scapito delle città di media grandezza, con la conseguente crescita del numero di residenti e della domanda delle case.

Rendimento dell’immobile in affitto

L’acquisto di un immobile in Polonia non equivale certo alla necessità di abitarci. Un appartamento comprato in una delle metropoli di cui sopra, può essere dato in affitto con rendimento importante. A titolo di esempio, il prezzo medio di una casa nuova a Varsavia nel 3o trimestre era pari a € 1860/m2, quello di una casa di seconda mano € 1760/m2, a Poznan e Breslavia i rispettivi valori medi si attestavano a € 1525 ed € 1320.

Paragonando, l’affitto medio, inteso come importo che va all’affittante al netto delle bollette e spese condominiali, di un appartamento di 40m2 nella capitale è pari a € 360 ca. Se, come abbiamo detto prima, il prezzo totale dello stesso appartamento di 40m2 è pari a € 70.400, il ritorno dell’investimento avviene con 196 mensilità, dunque dopo 16 anni. Questo però senza considerare ulteriori aumenti dell’affitto, che nei prossimi anni si danno per scontati. Dei rendimenti superiori sono garantiti dai locali commerciali, arrivando addirittura al tasso di rendimento a due cifre per quelli ubicati in centro città.

Mattone batte i depositi bancari

Tenendo conto del costo del denaro, ai minimi storici, e del conseguente tasso di interessi sui depositi bancari, pure quello ridottissimo, non stupisce che i polacchi, ma anche gli stranieri, in massa acquistino case, spesso e volentieri servendosi di mutui bancari che tuttavia vengono ripagati dagli affitti. Lo certifica anche un recente report della Banca centrale polacca secondo il quale prendendo in considerazione un affitto medio a Varsavia e nelle altre sei grandi città, il rendimento di un immobile resti superiore a quello garantito da un deposito bancario o un bond decennale. Insomma, un bene rifugio ad alto rendimento in tempi incerti.

Fonti:

stat.gov.pl

http://homla.pl

http://www.nbp.pl

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Traduzione giurata in polacco della carta di circolazione italiana

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Immatricolazione di un veicolo importato dall’Italia

Nel caso dell’immatricolazione di un veicolo importato dall’Italia, il Pubblico Registro  Automobilistico locale richiede tra l’altro le traduzioni giurate di:

  • documentazione a conferma che il richiedente immatricolazione sia proprietario del veicolo (ad esempio la fattura, se il veicolo è stato acquistato da una concessionaria, o il contratto di compravendita – se da una persona fisica);
  • carta di circolazione italiana.

Un veicolo importato dall’Italia di solito viene accompagnato dal seguente set di documenti:

  • carta/libretto di circolazione;
  • certificato di proprietà;
  • fattura o contratto di compravendita.

Quanto tempo serve per la traduzione?

Nonostante la carta di circolazione e il certificato di proprietà siano densi di testo, per la relativa traduzione giurata in polacco non si impiega più di una giornata lavorativa. Questo grazie al fatto che, a prescindere dalla regione italiana di provenienza del veicolo, detti documenti si basino sempre sugli stessi moduli. È importante accertarsi che la traduzione venga effettivamente fatta da un traduttore giurato, una traduzione semplice, anche se preparata come da regola d’arte, non verrà accettata dal PRA locale. Se il venditore del veicolo ci consegnerà documentazione aggiuntiva (da esempio attestati di formalità eseguite presso il PRA italiano), prima di commissionarne la traduzione, conviene verificare con il traduttore l’effettiva necessità della stessa. Il PRA italiano impone sul venditore degli obblighi e oneri, alla soddisfazione dei quali si produce – in primis per via telematica – una serie di documenti non necessariamente indispensabili per le formalità relative all’immatricolazione in Polonia.

Fonte: Servizi per il Cittadino e per i Trasporti del Municipio di Poznań

Preventivo della traduzione giurata entro 1h:

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Fiera Internazionale di Poznan – più di un’esposizione

Piotr Nowatkowski
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La Fiera internazionale di Poznan è la più grande manifestazione fieristica nell’Europa centro – orientale. Nel 2016 la Fiera ha ospitato più di 10,5 mila espositori con oltre 700mila visitatori. L’esposizione comprende le rassegne settoriali, delle quali le più importanti sono: POLAGRA – FOOD – Fiera Internazionale del Food e delle Bevande; POLAGRA GASTRO – Fiera Internazionale della Ristorazione e Horeca; BUDMA – Fiera Internazionale dell’Edilizia e dell’Architettura; INTERMASZ – Fiera Internazionale dei Macchinari per l’Edilizia, Movimento Terra e da Cava-Cantiere; INFRATEC – Fiera Internazionale delle Tecnologie e dei Materiali per le Grandi Opere; TOUR SALON – Fiera Internazionale del Turismo; TARGI MODY POZNAŃ – Fiera della Moda; BTS  – Salone delle Calzature e degli Accessori in Pelle; SPORT INVEST – Fiera degli Articoli Sportivi e Ricreativi; GARDENIA – Fiera Internazionale del Giardino e dell’Architettura del Paesaggio; INSTALACJE – Fiera Internazionale dell’Impiantistica; BEAUTY VISION – Fiera dei Prodotti Cosmetici; MEBLE POLSKA – Fiera del Mobile; BEAUTY VISION – Fiera dei Prodotti Cosmetici; DREMA – Fiera Internazionale dei Macchinari e delle Attrezzature per la Lavorazione del Legno e del Mobile; FURNICA – Fiera Internazionale dei Componenti per la Produzione del Mobile, SOFAB – Fiera internazionale di Materiali per Rivestimento e Componenti per Mobili imbottiti; INTERMIC – Fiera dei Macchinari per l’Industria Tessile e della Calzatura; INVEST – HOTEL – Fiera Internazionale dell’Attrezzatura Alberghiera; TAROPAK – Fiera Internazionale delle Tecnologie di Imballaggio ed Etichettatura; POLIGRAFIA – Fiera Internazionale dei Macchinari, Materiali e Servizi per Stampa; GLASS – Fiera Internazionale del Vetro; OPTYKA – Fiera Internazionale dell’Ottica; CAVALIADA POZNAŃ – Fiera Internazionale dei Cavalli e delle Attrezzature Ippiche, compresa CAVALIADA SPORT –  Gara Internazionale Indoor di Salto Ostacoli.

Occasione da non perdere

Fiera Internazionale di Poznań e numerosi eventi collaterali rappresenta un’ottima occasione non solo per far conoscere i propri prodotti, ma anche allaciare rapporti di business che possono dare frutti in futuro. A questo scopo è indispensabile superare le barriere, anche quelle linguistiche, tra fornitori e clienti. L’inglese come lingua di comunicazione, specialmente se non padroneggiata perfettamente da ambedue le parti, non sempre porta ai risultati sperati.  L’assistenza di un interprete giurato d’italiano con esperienza nel mondo del business, durante la fiera può rappresentare un grosso vantaggio, specie quando si vorrà entrare nei dettagli e concretizzare un’ipotesi di collaborazione.

Fonti: www.mtp.pl

Richiedi il preventivo per l’assistenza di un interprete giurato d’italiano durante la fiera:

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Per la traduzione giurata in polacco serve l’apostille?

Che cosa é l’apostille?

Per richiamare  la definizione fornita da Wikipedia, l’apostille “è una certificazione che convalida, con pieno valore giuridico, sul piano internazionale l’autenticità di qualsivoglia atto pubblico, e in particolare di un atto notarile.”

In altre parole, l’apostille che si trova sul documento certifica che un ufficio (ad esempio, quello dello Stato civile) o una figura professionale (ad esempio il notaio), effettivamente esistono in un determinato Stato e hanno i poteri che risultano dal documento. L’apostille però non certifica il contenuto del documento stesso. Ossia la clausola di legalizzazione su un decreto ingiuntivo certifica l’esistenza del tribunale che l’ha emesso ma non l’appropriatezza del decreto stesso.

È importante notare che la clausola apostille può essere rilasciata e riconosciuta negli Stati che hanno aderito alla cosiddetta Convenzione dell’Aia.

Polonia – Italia, scambio di documenti

Sia Italia che Polonia hanno aderito alla Convenzione dell’Aia, quindi teoreticamente la legalizzazione dei documenti per ambedue gli Stati dovrebbe passare dal rilascio dell’apostille da parte degli uffici di competenza: ministero degli Esteri nel caso della Polonia, procura o prefettura per l’Italia.

L’adesione alla Convenzione dell’Aia non impedisce però agli Stati firmatari di stipulare tra di essi ulteriori accordi, compresi quelli bi- e multilaterali.

È proprio tale accordo bilaterale è stato stipulato tra Polonia e Italia. Si tratta della “Convenzione tra la Repubblica italiana e la Repubblica Popolare di Polonia per l’assistenza giudiziaria e per il riconoscimento e l’esecuzione delle sentenze in materia civile, fatta a Varsavia il 28 aprile 1989”. L’articolo 3 della Convenzione indica in modo inequivocabile:

“Gli originali e Ie copie autentiche degli atti, dei documenti e delle traduzioni sono esenti da legalizzazione.”

Quindi, in virtù della suddetta disposizione, non è necessario che, a titolo esemplificativo un atto notarile o uno dello Stato civile, sempre che siamo in possesso dell’originale e della copia autentica, assieme alla relativa traduzione giurata siano ulteriormente legalizzate mediante l’apostille. Dunque, prima che ci rechiamo presso un ufficio di procura o prefettura, sostenendo i relativi, non pochi costi, vale la pena consultare la Convenzione bilaterale, oltre che informarne dell’esistenza il funzionario che richiede la legalizzazione.

Se hai dubbi sulla legalizzazione della traduzione giurata in polacco:

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